Il Corvo del Lago

23 Mar , 2025 - Racconti Thriller

Il Corvo del Lago


Il Corvo del Lago”

Marco e Anna avevano scelto quel rifugio di montagna per il loro weekend romantico. Un piccolo chalet di legno, immerso in una foresta di pini, vicino a un lago cristallino. Perfetto per staccare dalla città.

La prima sera, passeggiando lungo la riva del lago, trovarono una vecchia staccionata di legno. Su di essa, arrugginiti e dimenticati, pendevano due lucchetti intrecciati.

Anna li sfiorò con le dita. «Chissà chi li ha messi…»

Marco sorrise. «Forse due innamorati, come noi.»

Ma quando si voltarono, un corvo nero si posò su un ramo e li fissò. Il suo verso era stridulo, quasi umano. Anna rabbrividì.

«È solo un corvo» disse Marco, stringendola.

Ma il corvo non si mosse. Li seguì con lo sguardo finché non tornarono allo chalet.

Il Sussurro del Bosco

Nel cuore della notte, Anna si svegliò di soprassalto. C’era un rumore fuori. Qualcosa si muoveva tra gli alberi. Marco, ancora assonnato, cercò di tranquillizzarla.

«Sarà il vento.»

Ma il vento non lascia impronte.

Il mattino dopo, lungo il sentiero per il lago, trovarono tracce di fango che sembravano di piedi nudi. E poi, un dettaglio inquietante: sul davanzale della finestra c’era una piuma nera, la stessa del corvo della sera prima.

La Presenza

Nel pomeriggio, mentre Marco raccoglieva legna, Anna rimase sola nello chalet. Una strana sensazione di essere osservata la fece voltare verso il bosco. Tra i tronchi, intravide una figura. Un uomo? No… sembrava più un’ombra.

Scattò all’interno e chiuse la porta. Quando Marco tornò, la trovò pallida, terrorizzata.

«C’è qualcuno nel bosco!»

Lui uscì per controllare, ma trovò solo silenzio e il corvo, appollaiato su un ramo.

«Non c’è nessuno.»

Ma quella notte, mentre dormivano, un sussurro sottile riempì la stanza.

“Andate via.”

Anna si svegliò di colpo. Marco dormiva profondamente. Ma sulla finestra, il corvo li fissava con occhi intelligenti.

E sul vetro, come tracciata da dita invisibili, una scritta: “Non fate il suo errore.”

Il Segreto del Lago

Decisero di andarsene. Ma mentre attraversavano il bosco per raggiungere l’auto, un suono li fermò. Un sussurro che veniva dal lago.

Si avvicinarono all’acqua. Il riflesso della luna illuminò qualcosa che affiorava tra le onde. Un volto. Un teschio.

Anna gridò.

Dietro di loro, passi nel fogliame. Si voltarono. Il corvo li fissava, ma alle sue spalle… c’era lui. L’uomo-ombra.

Marco afferrò Anna e corsero. Ma nel cuore del bosco, si accorsero che il sentiero era cambiato. Gli alberi sembravano diversi. La strada che conoscevano era scomparsa.

Un’eco si diffuse tra i pini.

“Non fate il suo errore.”

Disperati, tornarono alla riva del lago. I due lucchetti erano ancora lì, ma qualcosa era cambiato: il metallo era spezzato, come se fossero stati forzati.

Anna sentì un brivido. «Forse… erano di qualcuno che non è mai riuscito ad andarsene.»

Marco le strinse la mano. Il corvo li guardò ancora un’ultima volta, poi spiccò il volo nel buio.

E mentre le ombre si chiudevano attorno a loro, un pensiero attraversò la mente di Anna:
E se fosse troppo tardi per scappare?

“Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. I racconti sono opere di fantasia.”


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