Michela e Roberto si trovano a bordo di una nave che li sta portando verso un’isola isolata, per una breve vacanza lontano dalla frenesia della vita quotidiana. Durante la traversata, il mare calmo e il cielo limpido sembrano promettere un soggiorno tranquillo, ma il destino ha in serbo per loro un’altra realtà. La loro fuga diventa un incubo quando, durante una cena a bordo, vengono interrotti da un urlo straziante proveniente dalle profondità della nave.
Nel momento in cui si avvicinano per scoprire l’origine del rumore, si trovano di fronte a una scena macabra: una donna, una passeggera della nave, giace senza vita, uccisa in circostanze misteriose. La scoperta sconvolge tutti, ma ciò che li turba ancora di più è la consapevolezza che l’assassino potrebbe essere tra di loro.
Michela e Roberto si trovano intrappolati in un labirinto di sospetti. La tensione cresce quando Roberto inizia a notare strani comportamenti tra gli altri passeggeri, ma non riesce a capire chi potrebbe essere l’assassino. La situazione diventa ancora più complessa quando Roberto trova un oggetto nella cabina della vittima, qualcosa che gli ricorda un regalo che aveva fatto tempo prima a una persona a lui cara. L’oggetto sembra essere un messaggio inquietante, ma Roberto non riesce a farne completamente luce.
Man mano che i giorni passano, le cose si fanno sempre più oscure. I due scoprono di essere seguiti da qualcuno, ma non riescono a identificare il loro stalker. Il clima di paranoia cresce mentre ogni ombra, ogni sguardo sospetto li fa sentire come se il pericolo fosse sempre vicino. Decidono così di scendere dalla nave e prendere un altro traghetto per allontanarsi, ma il senso di essere osservati non li lascia mai. Arrivano a Favignana, un’isola bellissima ma inquietante. Le strade strette, le case colorate e il mare che sembra nascondere segreti li avvolgono in un’atmosfera di angoscia.
Sistemati in un albergo elegante, pensano di essere finalmente al sicuro, ma non sanno che il vero incubo sta per iniziare. Una notte, mentre cercano di trovare un po’ di normalità, un altro omicidio sconvolge l’hotel. Un altro ospite viene trovato morto, con un messaggio scritto con il sangue accanto al corpo: “Il prossimo sarà qualcuno che ami.” La tensione tra Roberto e Michela cresce, e la paura di non sapere chi sarà la prossima vittima li logora.
Nel bel mezzo di questa spirale di morte e paura, Michela riceve una telefonata. La voce dall’altra parte è calma, distorta, quasi divertita. Dice: “Pensavi che fosse finita? Roberto non è al sicuro… e nemmeno tu.” Dopo una lunga risata inquietante, la voce cambia tono, diventando surreale, quasi irriverente: “Grazie, prego, scusi…” e si spegne, lasciando Michela scossa, incapace di capire chi ci fosse dietro quella risata.
Proprio quando pensano di aver capito chi sia l’assassino, scoprono che la verità è ancora più terribile. La donna che li ha tormentati e minacciati, manipolando ogni situazione, è qualcuno che Roberto conosce: una vecchia amante, una donna che ha amato lui in passato e che non ha mai smesso di pensarlo. Ma la sua ossessione è diventata qualcosa di pericoloso, e ora è pronta a fare qualsiasi cosa pur di riprendersi ciò che sente essere suo.
La sua vendetta è stata pianificata con cura, e ogni omicidio è stato solo un passo per riportare Roberto nella sua vita, per costringerlo a riconoscere il suo amore ossessivo. Con un sorriso freddo e un sussurro gelido, la donna rivela le sue motivazioni, spiegando che ogni vittima era solo un ingranaggio nel suo piano malato.
La telefonata che Michela ha ricevuto è solo l’ultimo dei suoi giochi psicologici. La risata malefica seguita da un tono insano e sardonico rimane nell’aria, come una minaccia che non si spegne mai. Nonostante abbiano affrontato la donna, l’angoscia persiste, perché qualcosa dentro di lei non è mai davvero finito. L’incubo potrebbe ricominciare in qualsiasi momento.
La storia finisce con il dubbio che nessuno possa mai davvero sfuggire alla “Mente dell’Assassino”, mentre la risata della donna riecheggia nelle loro orecchie.
“Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. I racconti sono opere di fantasia.”