Sulle onde di Ischia

24 Mar , 2025 - Racconti Thriller

Sulle onde di Ischia


Il motoscafo solcava il mare, portando con sé Beatrice e Alessandro verso Ischia. Il cielo al tramonto, colorato di sfumature calde, si rifletteva nelle acque calme, e la brezza salata accarezzava la loro pelle. L’isola, con i suoi verdi pendii e il profumo del mare, sembrava essere il luogo perfetto per lasciarsi alle spalle il mondo, per vivere un amore che sembrava eterno.

Arrivarono all’albergo, un angolo di lusso immerso tra le colline dell’isola. Il panorama che si apriva davanti a loro era mozzafiato, ma Beatrice non riusciva a staccare lo sguardo da Alessandro. Era tutto ciò che desiderava, eppure qualcosa in lui sembrava distante, come se quella bellezza fosse solo una facciata per nascondere un vuoto che lei non riusciva a capire.

La sera, nel ristorante dell’hotel, il clima era elegante e rilassato. Un brindisi di champagne per festeggiare l’arrivo sull’isola, per celebrare il loro amore che, almeno per Beatrice, sembrava ancora brillante come il calice che stringeva tra le mani. Alessandro, però, la guardava con uno sguardo che Beatrice non riusciva a decifrare. C’era qualcosa di freddo nei suoi occhi, qualcosa che faceva male, ma lei non riusciva a distogliere lo sguardo da lui.

Dopo cena, Alessandro la prese per mano e la condusse nella loro camera. La luce soffusa delle candele creava ombre danzanti sulle pareti, mentre il rumore del mare, lontano, sembrava avvolgerli in una sorta di incantesimo. Beatrice, con il cuore che batteva più forte, si abbandonò tra le sue braccia. Quella notte sarebbe stata speciale, avrebbe dovuto esserlo. E lo fu, ma non come lei si aspettava.

La passione tra loro esplose in un susseguirsi di gesti lenti e profondi, di sussurri e baci che facevano vibrare ogni fibra del suo corpo. Alessandro la sfiorava con la sua bocca, una carezza leggera ma intensa che la faceva tremare. Beatrice si perdeva in quei tocchi, completamente presa da lui. La sua pelle sembrava bruciare sotto le sue mani, il desiderio era insopportabile. Ogni centimetro del suo corpo veniva esplorato da lui, come se Alessandro volesse impossessarsi di lei in ogni modo possibile. Ma non c’era solo passione in quelle carezze. C’era una distanza che lei non riusciva a vedere, ma che percepiva in qualche modo, un’ombra che copriva il loro amore.

Dopo una notte travolgente, Beatrice si svegliò accanto a lui, ma qualcosa era cambiato. Alessandro non la guardava più con gli stessi occhi di prima. C’era una distanza, come se lui fosse lontano, perso in pensieri che lei non poteva comprendere. Si alzò e si vestì in silenzio, cercando di non farlo notare, ma sentiva che qualcosa stava per rompersi.

Nel corso dei giorni successivi, Alessandro continuava ad essere più distante. Beatrice cercava di avvicinarsi a lui, di capire cosa stesse succedendo, ma ogni volta veniva respinta, come se ci fosse una barriera invisibile tra di loro. Poi scoprì la verità: Alessandro aveva conosciuto un’altra donna, e in cuor suo aveva deciso di lasciarla. Ma lui non riusciva a fare il passo decisivo. La sua indecisione lo torturava, ma non poteva liberarsi di lei, nonostante l’amore che sentiva per un’altra.

Beatrice, devastata dalla gelosia, non poteva accettare l’idea di perderlo. La sua ossessione cresceva ogni giorno di più. Si aggrappava a ogni parola, a ogni sguardo, sperando che lui la scegliesse, che tornasse a essere il ragazzo che amava, ma Alessandro ormai era già perso in un altro amore.

Una sera, lui la portò su una scogliera solitaria, lontano dall’hotel, lontano da tutto. Il vento soffiava forte, e il rumore delle onde che si infrangevano contro le rocce era l’unico suono che rompeva il silenzio. Beatrice lo guardò, confusa, cercando di capire cosa stesse succedendo. Alessandro non rispose, ma il suo sguardo era glaciale, vuoto, distante.

“Alessandro, che cosa stai facendo?” chiese Beatrice, il cuore che batteva forte nel petto.

Lui la guardò, ma non rispose. Si avvicinò, i suoi passi pesanti sulla roccia bagnata dal mare. Poi, con un gesto rapido, la afferrò per le braccia. Beatrice sentì un brivido di terrore scorrerle lungo la schiena, ma fu troppo tardi per reagire. Senza alcun preavviso, la spinse giù dalla scogliera.

Le onde si infrangevano con violenza contro le rocce, ma tutto era ovattato. Il cielo scuro sopra di lei. La sua voce, una freddezza gelida, riempì l’aria: “Avresti dovuto restare a casa, Beatrice. Avresti dovuto restare dove tutto era sicuro.”

Il corpo di Beatrice scomparve nell’oscurità, inghiottito dal mare, mentre Alessandro rimase lì, in piedi, immobile. Il suo volto impassibile, i suoi occhi lontani da lei, già assenti, come se quel gesto fosse ormai inevitabile, una fine già scritta.

Le onde che si infrangevano sulla scogliera sembravano l’unico eco del dolore che Beatrice provava, ma ormai lei non c’era più. E Alessandro, con quel gesto crudele, aveva chiuso ogni porta, annientando non solo il suo amore, ma anche l’ultima traccia di compassione che avrebbe potuto restare in lui.

“Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. I racconti sono opere di fantasia.”


Comments are closed.